Veto del Romania Presidente rumeno, Klaus Iohannis, alla musulmana Sevil Shhaideh, pur indicata dal Partito Socialdemocratico per la nomina a Premier

Mentre nel nostro Paese le conseguenze post referendum sono state, a torto o a ragione, superate in maniera relativamente celere attraverso la nomina di Paolo Gentiloni, in Romania il Presidente, Klaus Iohannis, non ha seguito le orme del suo omologo italiano, Sergio Mattarella, gettando un’intera nazione nel caos. Motivo della confusionaria crisi politica è stato il rifiuto da parte di Iohannis di designare come Premier Sevil Shhaideh.

Soppesando pro e contro della scelta, il Presidente Iohannis non se l’è sentita di investire di cotanta responsabilità una 52enne di origini tartare e turche, ma, soprattutto, così facendo, ha accuratamente evitato di essere sottoposto alla scure di eleggere quella che sarebbe diventata il primo Capo del Governo donna di fede islamica.

Eppure, la Shhaideh era stata indicata dal Partito Socialdemocratico come rappresentante di un movimento alternativo ma in crescita, propugnante un’ideologia che, lo scorso 11 dicembre, aveva sbaragliato la concorrenza grazie ad una straripante vittoria alle urne del suo leader, Liviu Dragnea, il quale, però, ha dovuto farsi da parte viste le accuse di frode mossegli da schieramenti rivali.

A preoccupare Iohannis, forse, sono anche le ipotetiche camarille che deriverebbero dall’appoggio alla Shhaideh, poiché si rischierebbe di rivestire di minoranze etniche e religiose le due più importanti cariche dello Stato. Lo stesso Iohannis, infatti, discende da un marcato protestantesimo tedesco e l’impopolarità di certe decisioni farebbe lievitare il malcontento dell’elettorato che vede nell’1% musulmano della Romania il capro espiatorio di una situazione economica non particolarmente florida. Seppur moderato, al ramo islamico rumeno viene ingiustamente imputato di impersonare la parte più spregiudicata di una consorteria intrisa di potere e delinquenza.

A fustigare la Shhaideh ci ha pensato persino il Centrodestra che, come un vento impetuoso, ha sradicato la donna dalle sue basi familiari, associando suo marito, importante uomo d’affari siriano, alla politica di Bashar al-Assad.

Iohannis, da par suo, ha ufficialmente chiesto al Psd di proporre un nome nuovo, un candidato che venga incontro anche alle esigenze dell’alleato di coalizione, Alde (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa).

Si tratta, ancora una volta, di ghermire voti, siano essi di matrice politica o, peggio ancora, religiosa…